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IRIS

Italia

06/08/2009 - 11.48

AMBIENTE: WWF ITALIA "2009 ANNO DEL CEMENTO" (1)


(IRIS) - ROMA, 6 AGO - "Un territorio quasi saturo, sparpagliato, cosparso a macchia di case, strade e capannoni, una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città, con oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme, a un ritmo di 244.000 ettari all’anno); oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi, 12,8 milioni di edifici, 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!) e una serie di piani casa in corso di definizione. Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico, e un piano di “infrastrutture strategiche” (la Legge Obiettivo) che danneggerebbe 84 aree protette e 192 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), tutelati dall’Unione Europea. Mentre dall’altro lato la crescita demografica è limitata se non assente (a Palermo la popolazione è aumentata del 50%, l’urbanizzazione del 200%)". E’ la impietosa fotografia sull’Italia scattata nel dossier “2009 L’anno del Cemento”, a cura del WWF con contributi di Bernardino Romano e Corrado Battisti dell’Università dell’Aquila. "I piani casa regionali non fanno che peggiorare la situazione. Dopo lo scontro con il Governo sulle competenze istituzionali avvenuto a marzo, le regioni sembrano essersi accorte di avere un potere che non esercitavano appieno e hanno provveduto in modo disomogeneo a sedicenti piani casa che aprono a pesanti interventi anche sugli immobili industriali e artigianali e, in alcuni casi, consentono pericolose semplificazioni autorizzative. Con un effetto se possibile peggiore rispetto al testo iniziale del Governo, giustamente bloccato. Le situazioni sul territorio nazionale sono differenti, ma in sostanza viene ammesso praticamente ovunque un incremento di cubatura del 20% che può arrivare a oltre il 30% se accompagnato dalla messa in efficienza energetica degli edifici. Molte regioni (tra cui Piemonte e Lombardia) consentono l’ampliamento dei capannoni senza che questo sia in alcun modo condizionato da un adeguamento dei servizi, compresi quelli di viabilità. Altre consentono il cambio di destinazione d’uso e forme di comunicazione dei lavori, che non solo fanno saltare i permessi a costruire (le vecchie concessioni edilizie) ma addirittura anche le dichiarazioni inizio attività. Il risultato è che si aumenta potenzialmente e senza controllo non solo la cubatura ma anche la densità abitativa, senza che questo sia condizionato da servizi e standard urbanistici come ad esempio il verde pubblico" aggiunge Wwf Italia. (segue. 2)


07 Ago 2009
adriana fornaro · 182 visite · 1 commento
ASCA
28 Lug 2009
adriana fornaro · 170 visite · 1 commento
PIANO CASA
28/07/2009

Piano Casa: regione Lazio

Le audizioni definitive

Dopo l'approvazione della Giunta regionale del Lazio, la proposta di legge riguardo a "Misure straordinarie per il settore edilizio e interventi per l'edilizia residenziale sociale", passa alle audizioni finali.

Le commissioni Urbanistica e Casa del Consiglio regionale del Lazio, in seduta congiunta, hanno iniziato, il 27 luglio, le audizioni relative alla proposta di legge 507, il cosiddetto "piano casa" elaborato dalla Giunta in applicazione dell'intesa raggiunta nella conferenza Stato-Regioni.

È una proposta di legge rivolta principalmente all'edilizia sociale, ma anche al rispetto dell'ambiente e alla riqualificazione urbana. Particolare attenzione verrà posta allo snellimento delle procedure burocratiche. La norma prevede l'ampliamento del 20 per cento della cubatura per gli edifici a destinazione residenziale non superiori ai mille metri cubi; premio ridotto invece al 10 per cento per quelli a destinazione non residenziale, cioè quelli che ospitano piccole industrie o in cui si svolgono attività artigianali. Se invece si procederà alla demolizione e ricostruzione il premio sarà del 35 per cento.

Quasi tutto come già previsto dal piano del governo.

In aggiunta, sul litorale costiero, quelle costruzioni che arretreranno di almeno 300 metri dal fronte mare, potranno essere ampliate del 50 per cento, o del 60 per cento se saranno destinati a uso alberghiero. L'area liberata sarà destinata a uso pubblico.

Riguardo al settore del sociale, c'è la novità del cosiddetto "housing sociale", secondo il quale si potrà disporre di alloggi pubblici o privati, tramite agevolazioni o esenzioni fiscali o fondi di garanzia.
Nascerà poi l'"albergo sociale", cioè una struttura di cui si potrà usufruire in modo temporaneo simile a un residence.

Il gran numero dei lavoratori dipendenti con una retribuzione tra i 1000 e i 1500 euro al mese aveva bisogno di un intervento pubblico. La regione crea, con questa legge, le condizioni per costruire case che possono essere affittate o acquistate con 500-550 euro al mese. Il cittadino decide se essere inquilino o proprietario attraverso un sistema che si sta contrattando con le maggiori banche italiane, la Regione e il Comune di Roma.

La novità importante rispetto all'accordo nazionale è che anche gli artigiani potranno usufruire dell'ampliamento degli edifici del 10 per cento.
Verranno poi recuperate aree di pregio ambientale, come quelle di Torvajanica o del parco dell'Appia Antica, dove verranno eliminate le piccole attività presenti e portate in altre zone.

Sono stati già ascoltati i rappresentanti degli Ordini degli Architetti, degli Agronomi, dei Geometri, dell'Unione borgate e dell'associazione Nuove periferie del Lazio.

Le audizioni proseguiranno fino al 29 luglio 2009 per portare in discussione e votazione sull'articolato prima della pausa estiva.
28 Lug 2009
adriana fornaro · 157 visite · 1 commento
ASCA
27 Lug 2009
adriana fornaro · 166 visite · 1 commento
IL VELINO
POL - Lazio, Peduzzi, Piano-casa è affettuoso regalo a costruttori
Roma, 27 lug (Velino) - “Quello licenziato dalla Giunta Marrazzo la settimana scorsa non è un Piano casa, ma un ‘affettuoso’ regalo dell’esecutivo regionale ai costruttori di Roma e del Lazio”. Lo afferma in una nota il portavoce del gruppo federato di Prc, Pdci e Socialismo 2000 alla Pisana Ivano Peduzzi. “Mentre l’Istat fotografa una situazione diametralmente opposta a quella percepita per l’emergenza abitativa - in Italia ci sono più case che gruppi familiari e il Lazio non fa eccezione – la Regione guidata dal centrosinistra si inventa una proposta di legge che prevede nuove costruzioni camuffate sotto il nome di interventi per l’edilizia residenziale sociale. Un perfetto bluff in termini di risposte all’emergenza abitativa e una certezza per i costruttori vista la colata di cemento in arrivo su Roma e l’intera regione. Per il resto - aggiunge Peduzzi -, non una parola su quello che è il vero problema e cioè la riorganizzazione del sistema casa, l’utilizzo dell’immenso patrimonio immobiliare pubblico e il rilancio dell’edilizia popolare.

"Queste contraddizioni - prosegue Peduzzi - sono emerse con chiarezza durante l’audizione in commissione Urbanistica di una delegazione dei movimenti di lotta per la casa che protestano da questa mattina davanti alla sede del Consiglio regionale. Ma a fronte delle proteste e delle puntuali osservazioni sulle gravi carenze del testo, in tutta risposta la maggioranza con uno schiaffo ai movimenti a alle proposte alternative presentate ha ribadito la volontà di accelerare l’iter di approvazione. Continuerà perciò la mobilitazione: la legge che vuole approvare il centrosinistra non solo non risolve l’emergenza abitativa ma addirittura potrà avere effetti peggiorativi in termini di disagio sociale. L’appuntamento - conclude - è per giovedì prossimo con l’assemblea generale di tutte le forze sociali che lottano per il diritto all’abitare nella capitale e nel Lazio”.
27 Lug 2009
adriana fornaro · 148 visite · 1 commento

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